Malattia Mentale

 

Il riconoscimento dei sintomi del disagio mentale e la definizione di cure più specifiche per le malattie psichiche è piuttosto recente. Fino al XVII secolo, infatti, gli ospedali riunivano al contempo malati di diverse tipologie, con il compito di preservare la parte "sana" della società da quella "non sana". Solo con l'avanzamento della conoscenza medica del XVIII secolo fu possibile arrivare al riconoscimento del disagio psichico come fonte di malessere individuale e sociale e si giunse ad affidare agli ospedali psichiatrici la cura dei malati.

Il concetto di malattia mentale fece, dunque, la sua prima apparizione nel tardo XVIII secolo, andando a consolidarsi nel XIX secolo con la possibilità di nuove terapie, inaugurate da Sigmund Freud, padre della psicoanalisi. Dopo secoli in cui forte fu il pregiudizio e la paura verso la malattia psichica, considerata un sintomo di debolezza mentale o possessione demoniaca, dopo che l'alienazione fu medicalizzata e indicata come malattia, si avviarono soluzioni che riattribuivano personalità, e specificità ai malati di mente e ne riconoscevano i diritti.

Il XIX e il XX secolo inaugurano nuove possibilità di cure e di terapie fondate su diverse scuole: dalla psicoanalisi al cognitivismo, e soprattutto condannano atteggiamenti di stigmatizzazione verso la cosìdetta "malattia mentale".