Approfondimenti

Storia e società:

Il quadro ci rimanda al problema del lavoro minorile, che in Italia era diffuso sia nell'Ottocento che nella prima metà del Novecento, fino all'immediato dopoguerra. Nell'Ottocento non esistevano limiti di età che regolassero i lavori più faticosi. Nell'Inchiesta in Sicilia (1876) Sonnino e Franchetti per sensibilizzare l'opinione pubblica denunciarono le condizioni dei giovanissimi minatori di zolfo. Ma bisogna attendere il 1886 perché il Parlamento italiano approvi il primo provvedimento di legge a tutela del lavoro minorile.

Percezione:

Il ragazzo sembra emergere dal buio dello sfondo e avvicinarsi verso l'osservatore. La sua gamba sinistra in primo piano è distesa a rappresentare, in un'immagine di per sé statica, il dinamismo del corpo in movimento, come in un kouros greco. Le parti più luminose sono costituite dal busto del ragazzo e dall'otre sulla destra, quasi a voler rappresentare per somiglianza cromatica un'associazione fra otre e corpo del ragazzo.

Arte:

Il dipinto raffigura un unico personaggio, un adolescente dalla pelle scura con la collanina d'oro al collo, come era in uso all'epoca fra i ragazzi dei quartieri popolari di Napoli, mentre trasporta le "mummare", fiasche in terracotta usate per conservare l'acqua allo zolfo. L'impianto del dipinto segue tre linee: la prima verticale (il ragazzo) ci rende possibile l'ingresso nell'antro; la seconda orizzontale (gli orci in fila e lo scugnizzo guardiano) offre profondità di campo all'ambiente, mentre la terza, nuovamente verticale (i giovani intenti a riempire le brocche) chiude la scena.

Autore:

Vincenzo Caprile (1856-1936) venne apprezzato molto per la sua pittura realista e per la scelta dei temi relativi alla città di Napoli e alle sue tradizioni. In questo quadro la sua arte trasforma una scena di genere in una rappresentazione esemplare della povertà e dei sacrifici di tutta un'epoca.