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Gianfranco Notargiacomo Le nostre divergenze 1971 - 2009
- Tipo - Esposizione
- Data inizio - 13/11/2009
- Data fine - 08/12/2009
Descrizione dell'evento
La Galleria nazionale d'arte moderna ripropone, nella sala delle Colonne, la prima mostra di Gianfranco Notargiacomo, presentata a Roma presso la Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis nel 1971.
Recensita allora dall'International Herald Tribune come "the most surprising show" (Edith Schloss) l'installazione, sperimentale e davvero anticipatrice, prevedeva oltre duecento omìni in plastilina colorata che invadevano l'intero ambiente della galleria.
Intitolata Le nostre divergenze, l'istallazione viene ripresentata a cura di Mariastella Margozzi, nella Sala delle colonne della Galleria Nazionale, nella quale si assiepano i piccoli omìni in Pongo, seduti, in piedi, sdraiati, tutti in muto ma coinvolgente colloquio con lo spettatore, chiamato a partecipare a questa silenziosa adunata.
Le posizioni dei duecento omìni, oggi come allora, li differenziano a tal punto l'uno dall'altro da annullare il loro aspetto identico e volutamente omologato anche nei volti e nelle teste e contribuiscono a connotare non una massa inerte, ma una moltitudine diversificata di individui.
L'artista non ha plasmato un materiale tradizionale della scultura, ma un materiale nuovo, la plastilina colorata, riuscendo a sublimare il gesto di replicare il mondo a proprio piacimento.
Il rifare di Notargiacomo non è solo un semplice riprodurre, ma azione che investe in pieno il processo creativo e che necessariamente si avvale di tutta l'esperienza estetica fin qui condotta dall'artista.
Gianfranco Notargiacomo ha sempre lavorato sul filo di una frontiera sperimentale che lo ha portato ad abbreviare i tempi, giungendo alla pittura già nel 1973 con i suoi Autoritratti, esposti alla Galleria La Salita, e l'anno successivo con i ritratti di filosofi presentati alla Galleria La Tartaruga in Storia privata della filosofia.
Da allora l'opera dell'artista, nel corso degli anni, è stata caratterizzata da una energia sempre più intensa, presente nei cicli pittorici di Tempesta e Assalto e nelle sue sculture, i Takète, nei quali si riconosce un unico procedimento creativo. La stessa energia, veicolata dalla materia e dal colore vibranti è evidente anche nell'uso pittorico della plastilina colorata, il Pongo, che nella precoce installazione de Le nostre divergenze sostituisce in tutto la pennellata.
(Testo della curatrice della mostra Mariastella Margozzi)
Notargiacomo. Intervista sulla conservazione

